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Differenza tra traduzione e localizzazione: perché tradurre il negozio online non basta

Tre materassi bianchi trapuntati di misure diverse affiancati su un parquet di rovere chiaro, vista dall’alto

Il negozio ha già la versione in tedesco, spagnolo o inglese, ma dal nuovo mercato gli ordini non arrivano. Lo stesso succede a un centro estetico, a un’officina o a un autonoleggio con il listino tradotto. Qui sta la differenza tra traduzione e localizzazione: tradurre un negozio online cambia la lingua, ma lascia le parole, i nomi delle misure e il modo di scrivere i prezzi del mercato in cui il testo è nato.

Lo mostriamo con un nostro test su 4894 frasi che l’IA ha preparato per 11 mercati. Alcuni esempi, cioè le misure dei materassi e le parole per il noleggio auto, li abbiamo confrontati con i siti dei venditori di quei mercati, e le regole con la documentazione di Google. Mostriamo anche gli errori, compresi quelli del nostro strumento.

In breve: la lingua è solo una delle cinque cose da verificare

Su un mercato estero la scheda prodotto si controlla su cinque livelli:

  1. Lingua. A questo pensa la traduzione.
  2. Misure e unità: se la tua misura è uno standard su quel mercato e come la si chiama lì (centimetri, pollici, «double»).
  3. Le parole con cui il mercato cerca lo stesso prodotto o servizio.
  4. Formato di prezzi, date e numeri.
  5. Campi dell’immagine: nome del file, testo alternativo (alt) e descrizione.
Scheda prodotto WordPress: materasso su un letto, prezzo €499, misure 90×200, 140×200 e 160×200, pulsante del carrello
La scheda prodotto non è solo la descrizione. Anche il prezzo, la valuta e le misure nella scelta della variante dipendono dal mercato.

Un esempio: un materasso da 140 × 200 cm. In Spagna IKEA ed Emma mostrano nelle categorie dei materassi le misure 135 × 190 e 150 × 190 cm, quindi lì la tua misura non è uno standard e la descrizione deve dirlo chiaramente. Nel Regno Unito IKEA ed Emma indicano le misure con dei nomi («Double», «King»), ed Europcar UK ha nel titolo della pagina «Car Hire», mentre Avis negli Stati Uniti ha «Car Rentals».

A volte, però, basta tradurre. Da IKEA ed Emma in Germania i materassi per adulti sono lunghi almeno 200 cm, quindi la descrizione della misura 140 × 200 cm si può semplicemente tradurre.

Chi compra online evita davvero i negozi in un’altra lingua?

Nel sondaggio di CSA Research del 2020 (8709 consumatori in 29 paesi) il 76% di chi compra online preferiva le informazioni sul prodotto nella propria lingua, e il 40% dichiarava di non comprare mai su siti in altre lingue. In Germania comprava solo su siti in tedesco il 57% degli intervistati. Una riserva: CSA lavora per il settore della traduzione, e i dati hanno qualche anno.

I dati concreti di Eurostat mostrano che la maggior parte delle persone compra nel proprio paese. Nel 2023 l’83,0% di chi compra online nell’UE ha acquistato qualcosa da un venditore del proprio paese. In Turchia il 97,6%, in Lussemburgo solo il 29,7%. Una parte degli acquirenti, poi, finisce su un venditore che non spedisce nel loro paese: nel 2025 il problema «il venditore estero non vendeva nel mio paese» l’ha segnalato il 5,4% degli acquirenti nell’UE, ma a Malta il 35,7%, e in Lussemburgo, Irlanda e Austria oltre il 25%. Eurostat non indica la causa.

I mercati differiscono anche per la conoscenza delle lingue. Non conosce nessuna lingua straniera il 46,0% degli adulti in Turchia, il 43,7% in Spagna e il 12,3% in Germania (Eurostat, 2022, persone tra i 25 e i 64 anni). Meno persone conoscono le lingue straniere su un mercato, più rende una versione nella lingua di quel mercato. È un buon criterio per scegliere da quale versione cominciare.

Anche per chi vende, la lingua non è l’ostacolo più grande. Nel 2025 vendeva online il 20,7% delle imprese dell’UE con almeno 10 addetti, e il 43,1% di queste vendeva in altri paesi dell’Unione. Sulle difficoltà Eurostat ha interrogato queste imprese, per tutta l’UE, l’ultima volta nel 2021: i costi di spedizione e dei resi li ha indicati il 28,2%, l’IVA il 16,7% e la mancata conoscenza delle lingue straniere il 10,0%. La traduzione non risolve il problema dei costi di spedizione.

Il nostro test: 447 frasi di partenza, 5 settori, 11 lingue

Le frasi sono uscite dal generatore della base di parole chiave nel pannello ConverterSEO, in due esecuzioni, il 16 e il 29 agosto 2026. Abbiamo scelto cinque settori: centro estetico, officina auto, negozio di materassi, negozio di lampade e autonoleggio. Le descrizioni delle aziende non indicavano né la città né il paese.

La fonte erano cinque elenchi, uno per settore: in tutto 447 frasi in 43 categorie, generate con lo stesso strumento in polacco, perché è la lingua del nostro team. Il generatore le ha trasferite su 11 mercati: inglese britannico, tedesco, spagnolo (Spagna), italiano, francese, portoghese (Portogallo), ceco, slovacco, lituano, lettone ed estone. Il risultato sono 4894 frasi di destinazione.

  • Nessuna frase di destinazione è una copia di quella di partenza. Questo dimostra solo che nulla è rimasto senza traduzione. Non che le frasi siano state scritte da zero.
  • Gli elenchi sono stati adattati voce per voce. Lo chiede il prompt del generatore: le stesse categorie nello stesso ordine e un numero simile di frasi. In 41 dei 55 file di destinazione ogni categoria ha esattamente tante frasi quante la fonte.
  • Quanto cambia dipende dalla lingua. La misura del materasso è cambiata in 24 voci su 24 in inglese, in 22 su 24 in spagnolo, in 15 su 17 voci confrontabili in italiano (in una categoria il modello ha aggiunto una frase, quindi quella categoria non si può confrontare), in 12 su 24 in francese e in 11 su 24 in portoghese. In tedesco, ceco, slovacco e nelle lingue baltiche in nessuna.

I limiti del metodo: è un risultato del modello, non un volume di ricerca. Il 29 agosto abbiamo controllato nei suggerimenti del motore di ricerca 150 frasi della fonte polacca e 150 per ciascuna di cinque lingue di destinazione. Il suggerimento c’era per il 74% delle frasi polacche e, all’altro estremo, per il 16% di quelle lettoni. La percentuale scende più o meno insieme alla dimensione del mercato (l’eccezione è l’estone, con il 21% contro il 16% del lettone), quindi dice soprattutto quanto è popolare una frase, non se è corretta. Le richieste partivano da un indirizzo IP polacco, quindi l’impostazione del paese non ha avuto quasi nessun effetto. I siti dei negozi li abbiamo controllati il 13 settembre 2026.

E la cosa più importante: lo strumento è nostro, quindi gli errori che mostriamo più avanti sono errori suoi.

Stesso materasso, dimensioni diverse: la misura è un fatto, non una parola

Il prompt con cui il generatore trasferisce la base su un altro mercato gli chiede di non tradurre, ma di scrivere quello che si cerca nel paese di destinazione. Sulle misure non dice nulla, e in alcune lingue il modello le ha cambiate. Ecco la stessa voce dell’elenco nella base di ogni mercato:

Due schede dello stesso materasso: nella prima le misure 140×200, 160×200 e 180×200, nella seconda 135×190, 150×190 e 90×190
Lo stesso materasso su due mercati. A destra le misure che in Spagna mostrano IKEA ed Emma.
MercatoFrase nella baseChe cosa mostrano i negozi di quel mercatoConclusione
Fonte (elenco in polacco)materac lateksowy 140×200–punto di partenza
Regno Unitolatex mattress doubleIKEA UK: Standard Double 135 × 190. Emma UK: Double 135 × 190, e il 140 × 200 come «EU Double»il nome cambia, ma «double» non è 140 × 200
Spagnacolchón de látex 135×190IKEA ed Emma: 135 × 190, 150 × 190, 90 × 190misura del mercato confermata, ma è un prodotto diverso dal 140 × 200
Franciamatelas latex 140×190Emma FR: 140 × 190 tra le misure più comuni. Guida IKEA FR: 140 × 190 accanto a 140 × 200confermato
Portogallocolchão de látex 140×190IKEA PT: 140 × 190confermato
Italiamaterasso in lattice 140×190IKEA IT ed Emma IT: 160 × 190 e 90 × 190, senza 140 × 190non confermato, da verificare
Germanialatexmatratze 140×200IKEA DE ed Emma DE: per adulti lunghezza di almeno 200 cmè bastata la traduzione
Repubblica Ceca, Slovacchia, Lituania, Lettonia, Estoniainvariata, per es. latexová matrace 140×200non verificatonon lo sappiamo
Stati Uniti (fuori dalla nostra base)–IKEA US: Twin, Full, Queen (60 × 80 pollici), Kingun sistema di nomi a sé, in pollici
Materasso in lattice 140 × 200 cm nella base di parole chiave di ogni mercato (risultato del modello, agosto 2026) e misure nei negozi di quei mercati (13 settembre 2026), in centimetri e, per gli Stati Uniti, in pollici. Non riportiamo quanti prodotti ci sono per ogni misura, perché il numero cambia da un giorno all’altro.

Dalla tabella viene fuori la regola più importante. Un materasso da 140 × 200 cm non diventa un materasso da 135 × 190 cm con la traduzione. La misura nella base di parole chiave è un indizio di che cosa il mercato potrebbe cercare, e va verificata, come mostra la riga dell’Italia. Nella scheda prodotto indichi la misura che vendi davvero. Aggiungere all’offerta la misura locale è una decisione commerciale, non linguistica.

I nomi britannici controllali insieme alle dimensioni. Il nostro modello di solito dava 140 × 200 → double e 160 × 200 → king size, ma nella categoria dei materassi a molle insacchettate ha fatto il contrario. E il double di IKEA UK ed Emma UK misura 135 × 190 cm.

Per abbigliamento e scarpe non pubblicare una tabella di conversione universale. Zalando distingue cinque sistemi di taglie (EU, FR, IT, UK, US) e scrive che i marchi li convertono in modi diversi. Google Merchant Center ha un attributo apposito per il sistema di taglie, size_system.

«Hire» o «rental»: stesso concetto, una parola diversa su ogni mercato

Il file britannico della nostra base scrive in inglese britannico: «tyres», «orthopaedic», «petrol», senza nessuna delle forme americane che abbiamo cercato (tires, labor, gas, apartment), e a volte proprio «cheap foam mattress uk». Nell’elenco dell’autonoleggio «hire» compare in 75 frasi e «rental» in 3. Contiamo le frasi, non le occorrenze della parola.

Non è un capriccio del modello. Oxford Learner’s Dictionaries indica «hire» nel senso di noleggio breve come esclusivamente britannico, aggiunge che in Nord America si dice «rent» e segnala che «rent» compare ormai anche nell’inglese britannico. In spagnolo la parola cambia perfino da un paese all’altro:

ConcettoMercatoNella nostra base (numero di frasi)Conferma esterna al modello
noleggio autoRegno Unitohire 75, rental 3Oxford: «hire» nel senso di noleggio breve solo in inglese britannico. Titoli delle pagine: Europcar UK «Car Hire», Avis US «Car Rentals»
noleggio autoSpagnaalquiler 70, coche 70, renta 0, carro 0Hertz ES ed Europcar ES: «Alquiler de coches»
noleggio autoMessico; Argentina e Colombiaassente dalla baseHertz MX e Avis MX: «Renta de autos». Hertz AR, Avis AR e Budget CO: «Alquiler de Autos»
manicure «ibrida» (in polacco «manicure hybrydowy»)Regno Unito, Germania, Repubblica Ceca e altri 4; Francia, Spagna, Italiaequivalente di «gel» (8–11 frasi); di «semipermanente» (7–12 frasi)non confermato
lampada in stile loftRegno Unito, Germania, Spagna, Italia, Portogallo, Repubblica Ceca«industrial» 4, «loft» 0non confermato
domanda sul prezzo di una riparazioneRegno Unitocost 28, price 4non confermato
Stesso concetto, parola diversa. Le righe non confermate sono un risultato del modello, non un’abitudine misurata di chi compra.

Una scheda scritta per la Spagna può quindi usare parole diverse da quelle degli autonoleggi in Messico. I cambiamenti nella parte bassa della tabella verificali presso i concorrenti locali, prima di usarli.

Una trappola per gli specialisti SEO: nemmeno la parola «localizzazione» si trasferisce come frase chiave. Nei suggerimenti del motore di ricerca il tedesco «Lokalisierung» porta alla geografia, lo spagnolo «localización» a come localizzare un telefono, l’ucraino «локалізація» tra l’altro agli appalti pubblici e il prestito turco «lokalizasyon» alla medicina. In italiano la parola da sola porta prima di tutto a «localizzazione cellulare» e «localizzazione iphone». Per questo ogni versione linguistica di questo articolo ha una propria frase chiave, presa dai suggerimenti locali, e non la traduzione di quella polacca.

Prezzi, date e numeri: lo stesso numero in otto paesi

Chi compra legge il separatore, non solo le cifre. Lo stesso numero in un prezzo, scritto secondo i dati Unicode CLDR 48.2.0:

Quattro schede di materasso con lo stesso prezzo scritto in modo diverso: $1,234.56, £1,234.56, 1.234,56 € e 1 234,56 ₴
Lo stesso importo nel formato americano, britannico, tedesco e ucraino.
  • Stati Uniti: $12,345.67
  • Regno Unito: £12,345.67
  • Germania: 12.345,67 €
  • Francia: 12 345,67 € (con uno spazio stretto non separabile)
  • Spagna: 12.345,67 €, ma 1234,50 €
  • Turchia: ₺12.345,67
  • Ucraina: 12 345,67 ₴
  • Polonia: 12 345,67 zł

Con le date il rischio è maggiore. Il 4 marzo 2026, in forma breve, negli Stati Uniti si scrive 3/4/26 e nel Regno Unito 04/03/2026, quindi un britannico leggerà la data americana come 3 aprile. In Germania è 04.03.26, in Turchia 4.03.2026. Con una data di consegna o con la fine di una promozione, un errore così può portare a un reclamo.

Una sfumatura per gli specialisti: spagnolo, italiano e polacco non mettono il separatore delle migliaia nei numeri di quattro cifre. Quindi non formattare i prezzi a mano, ma con le funzioni di formattazione per lingua e regione.

La valuta conta anche per Google. La sua documentazione mette la lingua e la valuta locali tra i segnali che indicano a chi si rivolge una pagina. La versione britannica con i prezzi in sterline e quella americana con i prezzi in dollari le definisce sostanzialmente lo stesso contenuto con differenze regionali. Merchant Center richiede che la pagina di destinazione e il processo di acquisto siano nella lingua dei dati di prodotto, e consiglia di valutare una localizzazione completa di lingua, prezzo e valuta.

Nelle nostre frasi non c’è né un importo né un simbolo di valuta. Le frasi esprimono l’intento («prezzo», «costo»), mentre il formato del prezzo spetta alla scheda prodotto.

Immagini per un mercato estero: nome del file, alt e descrizione con le frasi locali

Le guide alla localizzazione di un negozio online quasi ignorano le immagini. In quelle che abbiamo esaminato nei risultati del motore di ricerca Brave (13 settembre 2026), alle immagini tocca di solito al massimo una riga sul testo alternativo, come nella guida di Shopify. Il nome del file e la descrizione dell’immagine le guide per lo più li saltano. Le basi le abbiamo spiegate nell’articolo su come preparare le immagini per la SEO. Qui trovi solo ciò che cambia da un mercato all’altro.

Dettagli allegato WordPress: materasso, tre schede colorate delle lingue e campi nome file, testo alternativo e descrizione
Nome del file, alt e descrizione: ogni versione linguistica ha i suoi.

Le linee guida di Google sulle immagini (aggiornate il 2 marzo 2026) dicono che il testo alternativo è l’attributo più importante per descrivere un’immagine, mentre il nome del file dà solo indicazioni «molto leggere». Con migliaia di immagini, Google consiglia di valutare l’assegnazione automatica dei nomi e, se localizzi le immagini, di tradurre anche i nomi dei file. Avverte che riempire l’alt di parole chiave può essere considerato spam.

John Mueller di Google, invece, nel 2020 consigliava, secondo quanto riportato da Search Engine Roundtable, di tenere un solo file quando la stessa immagine compare in più versioni linguistiche. I due consigli si possono conciliare:

  • Alt e descrizione sempre separati per ogni mercato, scritti con le frasi di quel mercato e non tradotti dall’alt di partenza. Il perché lo spieghiamo nella parte in cui diciamo che sui mercati esteri la descrizione si scrive da zero.
  • Nome del file nella lingua del mercato, quando il file è comunque separato: l’immagine è localizzata oppure la piattaforma tiene una copia per ogni lingua.
  • Niente copie di un’immagine identica create solo per cambiare il nome del file.

In WordPress dipende dal plugin multilingua. Polylang, quando traduce i media, non copia il file: traduce titolo, alt, didascalia e descrizione, quindi l’alt spagnolo sta su un file con il nome nella lingua di partenza. Su questo blog quella funzione è disattivata, quindi ogni lingua ha la propria copia dell’immagine. Senza copia, un file avrebbe un solo alt per tutte le lingue. La copia dà alt e descrizione separati, e il nome del file nella lingua della versione viene da sé. Mueller ha però aggiunto che Google tratta le immagini identiche con nomi diversi come duplicati e le accorpa in un unico indirizzo, quindi il solo nome tradotto di una copia così potrebbe non servire a nulla.

MercatoNome del fileAltA che cosa fare attenzione
Spagnacolchon-de-latex-140×200.webpColchón de látex de 140 x 200 cm sobre un somier de láminasLa base suggerisce 135×190, ma il prodotto misura 140 × 200 cm, quindi resta la misura reale. La «ó» nel nome del file diventa «o».
Regno Unitolatex-mattress-eu-double-140×200.webpLatex mattress in EU double size, 140 x 200 cm, on a slatted bed baseIl double britannico misura 135 × 190 cm. Emma UK chiama il 140 × 200 cm «EU Double».
Germanialatexmatratze-140×200.webpLatexmatratze 140 x 200 cm auf einem LattenrostLa misura non cambia. Le parole («Latexmatratze», «Lattenrost») le prendi comunque dalla base di quel mercato, non dalla traduzione dell’alt.
Repubblica Cecalatexova-matrace-140×200.webpLatexová matrace 140 x 200 cm na roštuLe frasi ceche hanno quasi sempre segni diacritici. Google li ammette nell’URL con la codifica percentuale, ma nel nome del file li scriviamo senza, perché l’indirizzo resti leggibile.
Ucrainalateksnyi-matrats-140×200.webpЛатексний матрац 140 x 200 см на ламельній основіIl nome del file è una traslitterazione dal cirillico. Controlla che la «x» della misura sia una lettera latina e non la «х» cirillica, perché nell’indirizzo diventerebbe un codice percentuale. Le misure su questo mercato non le abbiamo verificate.
Esempio redazionale: la stessa foto di un materasso in lattice da 140 × 200 cm su cinque mercati. Il lessico viene dalla base del mercato, la misura dal prodotto.

In ogni riga l’alt dice la stessa cosa: materasso in lattice 140 × 200 cm su una rete a doghe. La descrizione dell’immagine può essere più lunga, ma resta sui fatti, per esempio in spagnolo «Colchón de látex de 140 x 200 cm sobre un somier de láminas, en un dormitorio luminoso», cioè la stessa cosa in una camera da letto luminosa.

Alcune cose emergono solo quando si lavora con molte lingue insieme:

  • La misura nell’alt è quella della foto. Aggiungi il nome locale della misura solo se corrisponde.
  • Segni diacritici. Nella nostra base, 411 delle 446 frasi ceche contengono lettere fuori dall’alfabeto latino di base (ASCII). In turco «ı», «ş» e «ğ» nel nome del file diventano «i», «s» e «g». Google raccomanda negli URL parole nella lingua del pubblico, traslitterate se serve, con i trattini al posto dei trattini bassi. I dettagli sono nella parte in cui spieghiamo che il nome del file ha regole rigide.
  • Lunghezza. Una frase estone della nostra base ha in media 2,74 parole, una spagnola 4,52. Uno dei motivi: l’estone, come il tedesco, scrive le parole composte tutte attaccate, mentre lo spagnolo aggiunge preposizioni, per esempio «colchón de látex». Non imporre a tutti i mercati lo stesso numero di parole nell’alt.
  • Caratteri di un altro alfabeto. Nella frase lituana «natūralaus lateksо čiužinys» la lettera «о» è cirillica, anche se sembra latina. Rovina la corrispondenza, e nell’indirizzo del file diventa un codice percentuale.
  • Immagini senza scritte. Google Merchant Center non accetta immagini con elementi promozionali come «spedizione gratuita» o il prezzo, e Kaufland Global Marketplace vieta nelle immagini testo, loghi, simboli e bandiere. Un’immagine così non richiede una versione separata per ogni lingua e rispetta questo punto delle regole di Google Merchant Center e di Kaufland Global Marketplace. Gli altri requisiti, come sfondo, dimensioni e formato, verificali a parte.

Che cosa l’adattamento non corregge: errori della fonte e nuovi errori del modello

L’adattamento voce per voce trasferisce anche gli errori della fonte, e alcuni, per giunta, li «localizza».

  • Anno non aggiornato. La frase «najlepszy materac hybrydowy 2024» (miglior materasso ibrido 2024), in dati del 2026, è finita in tutti i 12 file, per esempio come «best hybrid mattress 2024».
  • Luoghi inventati. Le descrizioni delle aziende non indicavano la città, ma l’elenco di partenza ha aggiunto la capitale e il suo aeroporto. L’aeroporto è diventato quello locale in tutte le 11 lingue («car hire Heathrow»), mentre la capitale è stata sostituita con quella locale in 4 lingue. Un’azienda senza una sede a Heathrow non dovrebbe avere una frase così.
  • Origine falsa. La frase di partenza «materace producent polski» (materassi, produttore polacco) è diventata locale in ogni lingua: «british made mattress», «matratzen made in germany», «colchones fabricados en España». Per un singolo negozio al massimo una di queste affermazioni è vera.
  • Scala sconosciuta. La rigidità H3 è rimasta in 8 lingue su 11. Non sappiamo se chi compra in Italia, in Portogallo o nei paesi baltici la usi.
  • Refusi. Il refuso estone «iluslong» compare in 6 frasi, la forma corretta «ilusalong» in 2. A questi si aggiungono il tedesco «matratratzen», il lettone «autoservisss» e 28 duplicati nei file di destinazione, anche se nella fonte non ce n’era nessuno.
  • Fonte ambigua. «Przegląd okresowy» (controllo periodico) può voler dire tagliando oppure revisione obbligatoria. Il nome della revisione ufficiale l’hanno ricevuto solo 4 lingue su 11: tedesco («Hauptuntersuchung»), ceco («STK»), italiano («revisione») e lituano («techninė apžiūra»).

L’adattamento sa anche correggere qualcosa: la frase di partenza senza senso «kwadratowy pisk hamulców naprawa» (alla lettera «riparazione stridio quadrato dei freni») il modello l’ha trasformata in tutte le 11 lingue in una ricerca normale, per esempio «squeaking brakes fix».

Abbiamo anche un nostro passo falso. Le descrizioni delle immagini che il plugin ConverterSEO ha scritto per il nostro articolo sul peso delle immagini e per le sue 20 traduzioni erano pubblicitarie e in alcuni punti non vere. Promettevano una compressione «senza perdita di qualità» e, sulla foto di una tazza, inserivano frasi su un plugin WordPress gratuito. Prima della pubblicazione abbiamo dovuto correggerle tutte. Google, nelle indicazioni sui contenuti creati con l’aiuto dell’IA, chiede che i metadati generati automaticamente siano accurati e cita esplicitamente i testi alternativi. Kaufland Global Marketplace non ammette nelle descrizioni dei prodotti traduzioni generate automaticamente.

Che cosa dice Google delle pagine tradotte, e che cosa non dice

Duplicati. Secondo la documentazione di Google, le versioni linguistiche di una pagina sono duplicati solo se il contenuto principale è rimasto non tradotto.

Lingua della pagina. Google la riconosce dal contenuto visibile, non dall’attributo lang né dall’URL. Una pagina, una lingua. Tradurre solo il menu e il footer può creare problemi agli utenti quando lo stesso contenuto compare più volte nei risultati con la navigazione in lingue diverse, tipicamente con i contenuti generati dagli utenti.

Indirizzi e tag. Il minimo tecnico da passare a chi gestisce il sito:

  • Un URL separato per ogni versione linguistica, invece di cookie o impostazioni del browser.
  • Nessun reindirizzamento automatico in base all’indirizzo IP o alla lingua presunta. Googlebot di solito scarica le pagine dagli Stati Uniti e senza l’intestazione Accept-Language.
  • I tag hreflang devono puntare l’uno all’altro, altrimenti Google li ignora. Funzionano solo i codici ISO: es-419 non è supportato e «UK» non ha effetto. Per il Regno Unito il codice di regione corretto secondo la norma ISO 3166-1 è GB.

Traduzione automatica. Le attuali norme di Google sullo spam (aggiornate il 28 agosto 2026) citano la traduzione solo nell’esempio della trasformazione automatica di contenuti copiati da altri siti (scraping), che offre poco agli utenti. Nella versione di inizio 2024 citavano ancora il testo tradotto automaticamente senza revisione umana. Il consiglio di bloccare queste pagine nel file robots.txt Google l’ha eliminato l’11 giugno 2025, precisando che cambiava solo la documentazione e non il funzionamento del motore di ricerca.

Le linee guida per i valutatori della qualità dei risultati (settembre 2025) considerano mancanza di impegno la creazione automatica di migliaia di pagine con contenuti pubblicamente disponibili passati in un traduttore senza supervisione. È la descrizione di una content farm, non di un negozio che traduce il proprio catalogo, e i giudizi di questi valutatori non influiscono direttamente sul ranking. Non ci sono quindi basi per scrivere che Google penalizzi la traduzione automatica. Contano il valore e la revisione.

Sinonimi. La guida di Google sulla ricerca con l’IA (luglio 2026) dice che i sistemi di IA capiscono i sinonimi, e che contenuti separati per ogni variante della query, creati soprattutto per manipolare il ranking, violano le norme sullo spam. Su un mercato basta quindi una sola scheda scritta con la parola che usa quel mercato, non pagine separate per «car hire» e «car rental». La parola la scegli per il cliente che legge il risultato di ricerca e la scheda, non per far capire la query a Google.

Che cosa Google non farà al posto tuo. Può tradurre il titolo e lo snippet di un risultato in una lingua straniera, ma solo in 21 lingue, e non conserva le pagine tradotte. Nell’elenco ci sono il turco, il tedesco e lo spagnolo, ma non l’italiano, il polacco, il ceco né l’ucraino.

Quando basta tradurre

La regola in una riga: la traduzione basta quando il mercato di destinazione usa le stesse misure, unità, standard e nomi del mercato di partenza. Se anche una sola di queste cose è diversa, non basta.

Basta, per esempio, con i materassi tedeschi lunghi 200 cm. Attenzione però agli standard solo apparenti, perché cambiano perfino le parole internazionali: «diesel» nella base spagnola è «diésel», e al posto di «leasing» la base spagnola scrive «renting».

Non basta con un sistema di misure diverso, né con una lingua parlata in più paesi (inglese britannico e americano, Spagna e Messico). E non basta con le affermazioni sull’origine e sul luogo, né con gli errori della fonte.

Attenzione ai pagamenti. Solo in tre lingue il modello ha sostituito il letterale «na raty» (a rate) con un’espressione locale, per esempio «buy mattress on finance» e «matelas paiement en plusieurs fois». Nelle altre l’ha tradotto alla lettera. Quale espressione funziona su un certo mercato, verificalo presso i venditori locali.

Che cosa fa per te ConverterSEO e che cosa resta a te

ConverterSEO, da cui vengono i dati di questo test, si occupa del livello delle immagini, non dell’intera scheda prodotto.

  • Che cosa fa. Nel pannello costruisci la base di parole chiave dell’azienda e la trasferisci su altri mercati, con lo stesso meccanismo che ha prodotto le frasi del test. La base di ogni mercato puoi rivederla e correggerla prima di usarla. Partendo da lì, il plugin in WordPress scrive per l’immagine titolo, alt, descrizione e nome del file per uno dei 29 mercati in 24 lingue. L’immagine per un altro mercato la salva come copia del file, senza comprimerla di nuovo, con titolo, alt, descrizione e nome del file propri. Non rinomina un file il cui indirizzo è già inserito nel contenuto di una pagina pubblicata.
  • Che cosa è gratis. La compressione in WebP e il controllo della libreria media, senza limiti, in tutti i piani. Entrambe le funzioni lavorano sul server del tuo sito. La compressione la avvii tu, per una sola immagine o per molte insieme dalla schermata del controllo. Il file viene elaborato una volta, mai durante la visita di un cliente. Trovi di più nell’articolo su quanto devono pesare le immagini per il web.
  • Come si conta la parte a pagamento. Una descrizione è un’immagine in una lingua, quindi un’immagine su quattro mercati sono quattro descrizioni. Costruire e trasferire la base di parole chiave non consuma il limite di descrizioni. È limitato solo il numero di queste operazioni al giorno: 4 con il piano Free e 25 con i piani a pagamento. Il piano Free dà 5 descrizioni una volta sola e una lingua in più per provare. I prezzi nella tua valuta li trovi nella pagina dei prezzi.
  • Che cosa non fa. Non scrive la descrizione del prodotto né il titolo della scheda, non sceglie le misure, non formatta i prezzi e non imposta i tag hreflang.
  • Che cosa resta a te. Rivedere la base di parole chiave (anno, città, «made in», scale) e le descrizioni delle immagini prima della pubblicazione. Gli errori mostrati sopra li ha commessi il nostro generatore, e anche le descrizioni per il nostro articolo hanno avuto bisogno di correzioni.

Checklist: la scheda prodotto prima di entrare in un nuovo mercato

  1. Misure. Confronta le tue misure con quelle di due grandi venditori del mercato di destinazione e decidi: la misura locale nell’offerta o una descrizione onesta della tua.
  2. Nomi delle misure. Dove il mercato li usa (Double, King, Queen), indica il nome insieme alle dimensioni e controlla che corrispondano.
  3. Parole. Usa la parola che i leader del mercato usano nei titoli delle pagine («hire» o «rental», «coches» o «autos»), non quella del dizionario.
  4. Frasi. Per ogni versione linguistica scegli le frasi dai suggerimenti di un motore di ricerca impostato sulla lingua del mercato, invece di tradurre quelle di partenza. Se su un mercato piccolo mancano i suggerimenti, non vuol dire che la frase sia sbagliata.
  5. Affermazioni. Togli dalla base di parole chiave e dalle descrizioni anno, città, aeroporto, «made in» e scale che su quel mercato non puoi sostenere.
  6. Prezzi e date. Valuta locale, formato di numeri e date preso dalle impostazioni di lingua e regione, non scritto a mano. Controlla i tempi di consegna.
  7. Alt e descrizione dell’immagine. Separati per ogni mercato, con le frasi di quel mercato, su ciò che si vede nella foto. Senza riempirli di frasi, senza dati personali visibili nella foto e senza promesse che il prodotto non mantiene.
  8. Nome del file. Nella lingua del mercato, quando il file è separato: minuscole, traslitterazione, trattini. Non copiare un’immagine identica solo per il nome.
  9. Immagini senza scritte, prezzi e bandiere. Una sola immagine così non richiede una versione per ogni lingua. Sfondo, dimensioni e formato verificali nelle regole di ciascun marketplace.
  10. Tecnica. Un URL separato per ogni lingua, hreflang che puntano in entrambe le direzioni, codici ISO (GB, non UK; niente es-419), nessun reindirizzamento in base all’IP.
  11. Revisione umana. Prima di pubblicare, leggi tutto quello che hanno scritto l’IA o un traduttore automatico. Kaufland Global Marketplace vieta esplicitamente le traduzioni automatiche nelle descrizioni dei prodotti.
  12. Formato delle immagini. Prima di mettere in vendita i prodotti sul marketplace di un certo mercato, controlla dove puoi caricare il WebP e dove no.

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